IWATO
BIRAKI NO GYO
Aprire insieme la grande porta di pietra.
La grande porta chiusa è il nostro cervello rinchiuso e ancorato
alle vecchie cose, obsolete perché molti maestri non hanno
saputo, o voluto, leggere il messaggio dei grandi sensei.
A Milano alla facoltà di medicina, questa porta è
già stata aperta. Hanno già iniziato partendo dai
kata di karate, oltre che con altre discipline sportive.
Noi invece abbiamo soltanto aumentato il numero dei gradi; questi
sesti e settimi Dan, che dopo anni e nuove sigle sono rimasti per
esempio a due soli kata.
Non hanno guardato la data di scadenza, hanno preso le vecchie cose,
ne hanno cambiato solo la confezione.
Il cervello dell’uomo è la macchina più complessa
dell’universo, con i suoi 100 miliardi di neuroni, ciascuno
dei quali è un piccolo computer.
Basta concentrarsi su un nuovo movimento per ottenere nuovi collegamenti
tra i vari neuroni, non ancora abilitati a fare quel diverso esercizio.
Ecco perché insisto sullo studio di nuovi kata per evitare
di rimanere ancorati ai soliti due vecchi e obsoleti kata dei 13
e 31 movimenti, solo così possiamo riattivare nuovi neuroni.
La ricetta per mantenere la mente più elastica e i riflessi
più pronti è complessa, gli ingredienti numerosi,
la fatica tanta, ma il piatto finale è di quelli che vale
davvero la pena assaporare: un cervello efficiente e sempre attivo,
in grado di affrontare qualsiasi sfida la vita presenti.
Quindi, quella di provare nuove emozioni, nuovi movimenti, nuova
musica, lingue straniere, giochi nuovi e altro.
Il primo passo è nutrire bene la materia grigia. Bisogna
mangiare vario e senza strafogarsi: chi ambisce a un cervello brillante
non ha chili di troppo. Tra gli alimenti privilegia frutta e verdura,
ricche di antiossidanti e vitamine C ed E, ma non è vegetariano
altrimenti, avverte una recente ricerca dell’Università
di Oxford, comprometterebbe l’ippocampo, la struttura che
controlla la memoria e l’apprendimento.
I circuiti neuronali sono infatti “affamati” di vitamina
B12 presente soprattutto negli alimenti di origine animale, come
le uova (ricche anche di colina, la materia dell’acetilcolina,
il neurotrasmettitore che diminuisce nel morbo di Alzheimer), i
formaggi, lo yogurt (prezioso per l’alto contenuto di tirosina,
un aminoacido per la produzione di due importanti neurotrasmettitori
come la dopamina e la noradrenalina), la carne e il pesce. Quest’ultimo
contiene anche gli omega 3, gli acidi grassi essenziali per il metabolismo
cerebrale, che migliorano l’umore e favoriscono le capacità
di concentrazione.
Uno studio condotto dalla Columbia University dimostra che, confrontate
ai sedentari, le persone che fanno sport sono più brave nelle
prove mnemoniche. Un dato confermato anche dalle analisi strumentali
che mostrano la nascita di nuove cellule nell’ippocampo.
Tra le attività fisiche il nuoto e i movimenti coordinati
con le braccia e la respirazione come i kata di jo, sono i più
completi. Lo sport dovrebbe essere accompagnato da dormite sane
e regolari: è durante il sonno, infatti, che il nostro cervello
processa i nuovi concetti memorizzati e sedimenta in maniera duratura
quelli più importanti.
Una volta assicurato un buon “hardware”, si tratta di
potenziare il “software”. A suggerire come migliorare
le capacità mentali sono le discipline emergenti e strettamente
imparentate, nate per allontanare il declino cognitivo delle persone
anziane (in realtà è già dai 30 anni che il
cervello non allenato comincia a perdere colpi…) ma utili
per migliorare la plasticità cerebrale a qualsiasi età.
La prima è la eubiotica, che invita soprattutto a combattere
la routine: variare le abitudini consolidate (per esempio cambiare
ogni giorno percorso per andare al lavoro, o lavarsi i denti con
la mano sinistra invece che con la destra), introdurre sempre stimoli
nuovi, cimentarsi in campi molto lontani dal proprio (poiché
l’iperspecializzazione atrofizza la mente) sono le sue regole
d’oro. Il secondo è la ginnastica mentale, il cosiddetto
“brain training”, o mental training (Università
di Milano) con il karate o con il maestro G. Filippini con i kata
pubblicati sul libro “Jo no riai” ormai già da
20 anni. Questi esercizi migliorano l’attenzione, la memoria
visiva e verbale, la velocità di reazione, il ragionamento
logico, il calcolo. In entrambi i casi il presupposto è che
una mente efficiente o che vorrebbe diventare tale non si ferma
davanti a nulla: qualsiasi sfida è alla sua portata.
Spesso si dice: “Quell’attività non fa per me”
oppure “Quel compito è superiore alle mie capacità”…
un atteggiamento mentale controproducente, che diventa una forma
di profezia che si autoavvera.
Se invece una persona si confronta con un compito difficile e scopre
di riuscire a svolgerlo, la prospettiva cambia: da allora in poi,
invece che ritirarsi, creerà occasioni per mettersi alla
prova.
IWATO BIRAKI NO GYO è il titolo
che ho voluto dare allo stage che terrò sabato 11 gennaio
2009 dalle 9 alle 12 presso il Palazzetto dello sport di Vignate,
in via Lazzaretto
Vi aspetto per aprire insieme la grande porta di
pietra... "i shin den shin"
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