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E' con grande piacere che presentiamo sul nostro
sito alcune pagine del libro dell'amica Elena Gabrielli Morari:
L'AIKIDO POSSIBILE, UN
PASSO SUL TATAMI - Ed. Il Calamaio, 2000, Roma
Si dice in quel d’Oriente che
ogni essere umano ha realizzato lo scopo della sua vita, se avrà
piantato un albero, dato alla vita un figlio e scritto un libro.
Ho avuto la fortuna d’essere madre, ho piantato un pruno nel
terrazzo della mia casa, ma l’idea di scrivere un libro non
aveva mai toccato i miei pensieri.
Finché i molti anni dedicati alla pratica e all’insegnamento
dell’Aikido e il rapporto intenso con i miei allievi, mi hanno
dato l’impulso per affrontare questa nuova prova.
Così, questo libro nasce dalle esperienze personali maturate
attraverso l’insegnamento e non ha nulla a che vedere con
un manuale o con un testo didattico.
D’altra parte, per le caratteristiche, la complessità
e la profondità dei suoi assunti, l’Aikido difficilmente
si presterebbe alla stesura di un manuale.
Molti libri sono stati scritti sulla storia, sulla matrice filosofica
e sull’essenza dell’Aikido.
Questo non è niente di tutto ciò né ha la pretesa
di esserlo.
E’ piuttosto un viaggio attraverso il pensiero e gli insegnamenti
di diversi Maestri.
E’ una raccolta di appunti e riflessioni scaturiti praticando
quest’arte marziale che è diventata parte integrante
della mia vita.
E’ un vissuto, nato dallo scambio con altri praticanti, dal
rapporto profondo che lega un insegnante all’allievo, dalla
trasposizione di un’arte che si pratica nel Dojo a quella
che è la vita di tutti i giorni.
Ho voluto dare a questo libro una consistenza leggera, poiché
renderlo più corposo e più voluminoso ne avrebbe,
sicuramente, modificato il carattere e tradito lo scopo.
Ho preferito, per mezzo delle numerose citazioni, far parlare direttamente
i Maestri lasciando al lettore la possibilità di trovare
le connessioni e le eventuali contraddizioni che pure sono elemento
essenziale della pratica.
Il mio intento è quello di trasmettere ai praticanti, non
una conoscenza accademica, ma la gioia e l’interesse per quest’arte
marziale meravigliosa, di comunicare in modo semplice e diretto
il significato di praticare Aikido, restituendo alla pratica quel
senso di naturalezza che gli è proprio e liberandola dal
peso di storie leggendarie, d’implicazioni trascendentali
e d’aspettative non veritiere.
Il mio desiderio è proporre una visione di quest’arte
marziale un po’ fuori dagli schemi, è rivelare un Aikido
vitale, libero e senza misteri. E’ dare voce al messaggio
insito nella pratica attraverso le sensazioni immediate che questo
libro, mi auguro, possa dare al lettore.
Ho tentato di costruire un ponte tra le concezioni occidentali e
quelle orientali con le quali sono venuta in contatto attraverso
l’Aikido, anche se le mie doti di ingegnere non sono certe.
Insegnare da molto tempo non mi avrà lasciato indenne da
una sorta di deformazione professionale, che probabilmente trasparirà
dalle pagine seguenti. Ma lo spirito con cui ho cercato di esprimere
l’approccio a quest’arte marziale non è certamente
quello di un maestro, bensì di un senpai che, rispetto all’Aikido,
non è che un mero, schietto, appassionato tramite.
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